La pizza impastata con l’acqua di sole

    Maria Grazia Caso

    Il ricordo è quello della sveglia all’alba e il movimento in casa di Donna Rosa. Il vociare quasi silenzioso delle donne della comunità, una famiglia allagata dove il momento del pane era un rito.

    Nel Cilento fare il pane in casa era in alcuni casi un momento aggregativo. Le donne si scambiavano il criscito, lievito  naturale con cui  si faceva il pane che simboleggiava il dono come momento di scambio  e di auspicio propiziatorio per la comunità.

    L’ impasto era fatto  con  farina di grani antichi  ad es.la carusedda a cui si  aggiungeva l’acqua di sole che non era altro che acqua di fonte  riscaldata  al sole. Un lavoro scrupoloso  svolto  con una gestualità  arcaica  tramandata  nel tempo dai custodi di saggezza. E ancora l’odore di rosole che si diffondeva dal forno nella casa di Donna Rosa mentre le campane scandivano  il ritmo del tempo, e il  forno era pronto per accogliere il pane , il viccio e  la pizza di forma schiacciata e leggermente  allungata  preparata  con  pasta del pane  per allietare  il convivio. Quella pizza  realizzata con l” impasto  del pane e con acqua di sole oggi è conosciuta come la pizza cilentana.

    Per testare il forno si cuoceva il viccio  e poi  si informava  il pane e per ultimo  la pizza che veniva condita con sugo fatto con i pomodori con le bucce  e che veniva cotto  nella pentola di terracotta sul fuoco del camino per lungo tempo fino a raggiungere un colore rosso matto, era un sugo ristretto che aveva un gusto  unico reso  così  dalla cotturae lenta nella pentola di terracotta a cui di aggiungeva un sapore  di affumicato dato dalla fiamma del camino.

    Poi la pizza con la pala di legno veniva posta  sul tavolo  dove veniva completata con una  pioggia di formaggio di capra naturalmente le materie prime  tutto a km 0. E’ lo stile meridiano alla base dell’alimentazione che fa la storia del Cilento.  Il convivio chiudeva una giornata di  un lungo lavoro iniziato ai  primi albori dove quella fanciulla curiosa era già  desta e sbirciava  in religioso silenzio raccogliendo  le sue  emozioni nel taccuino della memoria per poter custodire  questo prezioso ricordo.

    alcune foto sono fornite da APS Trentinara.